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Coca Cola e quello che ha scoperto l’inchiesta di Report

Nella puntata di Report del 3 Aprile 2017 si è parlato di uno dei marchi storici, ossia Coca Cola. Nello specifico, si è cercato di fare chiarezza sui metodi di produzione di suddetta bevanda che, come si può immaginare richiede un dispendio d’acqua non irrisorio. Ed è proprio su questo argomento e sul prezzo praticato dalle autorità locali al fine di permettere al brand di approvvigionarsi delle quantità necessarie di acqua che si è dibattuto non poco.

Al centro della contestazione il fatto che l’azienda Coca Cola fattura, solo nel nostro paese e solo in un anno, oltre un miliardo di euro e, pertanto, i costi irrisori che deve sostenere per l’approvvigionamento di una materia prima come l’acqua ha fatto insorgere più di qualche persona. Nello specifico, il prezzo per quelle che sono le concessioni delle falde acquifere è molto basso: Coca Cola paga cifre che vanno dai dai 6 ai 30mila euro all’anno per il canone. Poche sono anche le tasse che Coca Cola paga: dato che si tratta di una società in perdita, paga il 3 o 5%.

Inoltre, Report si è anche occupato della mobilitazione in corso in questi giorni, per sostenere i 14 lavoratori di Nogara che sono stati licenziati.

L’affaire Coca Cola e gli operai licenziati

A favore degli operai licenziati, domani 5 Aprile è stata indetta una manifestazione  Si Cobas e Adl Cobas. Gli operai in questione, sono iscritti al sindacato Adl Cobas, che ha dichiarato che da circa 30 giorni i lavoratori delle cooperative della logistica sono in sciopero. Inoltre, nel comunicato si è sottolineato che potrebbe trattarsi, sempre secondo il sindacato, si un  allontanamento politico finalizzato a colpire proprio gli operai che da anni si battono per la legalità.

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Si sottolinea anche che la lotta sindacale è anche contro quello che è il modello produttivo di Coca Cola che, come detto in precedenza, utilizza quasi un miliardo e mezzo di litri di acqua a costo irrisorio, creando molti problemi alla popolazione.

Per questo si manifesta sia per il licenziamento dei 14 operai che contro Coca Cola e i suoi metodi produttivi.

La reazione di Coca Cola

Vediamo, quindi, quale è stata la reazione di Coca Cola HBC Italia. L’azienda ha chiarito che le persone che stanno protestando sono solo soci di una cooperativa che era una fornitrice del partner logistico Kuehne&Negel. Nella dichiarazione si sottolinea che il nuovo partner logistico, ossia il Consorzio Vega, ha espresso la possibilità di ricollocare quelli che sono i quattordici lavoratoripresso altri siti sempre della provincia di Verona con lo stesso contratto.

Il brand fa, inoltre, sapere che, in seguito al danneggiamento della barriere di protezione e di copertura del magazzino e a causa di rischi per l’incolumità dei manifestanti, la Coca Cola potrebbe essere costretta a sospendere le attività.

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