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Le banche europee temono lo scoppio della bolla immobiliare

Stando agli ultimi report di Cushman & Wakefield Inc., l’atteggiamento della quasi totalità delle banche europee è molto diffidente nei confronti della concessione di crediti per investimenti immobiliari. Analizziamo il perché di questa situazione che si sta profilando.

Banche europee e possibile scoppio della bolla immobiliare

E’ inutile negare che, alla luce di quella che è la situazione attuale del mercato, un possibile scoppio della bolla immobiliare potrebbe essere molto imminente. Cosa sta accadendo, nello specifico? In parole povere, tutti i mercati immobiliari mondiali continuano a salire e questo preoccupa non poco le banche europee che, quindi, come meccanismo di difesa stanno cercando di limitare al minimo la concessione per investimenti immobiliari.

crisi Le banche europee temono lo scoppio della bolla immobiliare

Per la prima volta dal 2011, si nota una diminuzione così drastica, e, sempre nel report sopra citato, emerge che l’importo del debito in offerta è sempre in diminuzione. A conti fatti, possiamo dire che gli istituti di credito di tutto il mondo, e quelli europei in particolare, sono disposti a concedere un credito sempre minore, dato che si avverte un imminente rischio. Traducendo tutto questo in cifre, si nota che la somma totale disponibile per l’investimento in immobili commerciali è in calo su base annua: la cifra ammonta a 435 miliardi di dollari, ossia il 2% in meno rispetto allo scorso anno.

La situazione, comunque, risulta essere differente negli Stati Uniti che, rispetto ai mercati EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa), avvertono meno il problema. Nello specifico, in questo caso, il patrimonio da utilizzare per  gli investimenti immobiliari in America ha superato di gran lunga quello stanziato in Europa, Medio Oriente e Africa, anche alla luce della posizione di forza del dollaro. In poche parole, gli investitori hanno investito più denaro sul patrimonio immobiliare al fine di riuscire a risollevarsi dalla crisi economica globale e questo è stato possibile grazie a quelli che sono i bassi tassi d’interesse.

L’importo del capitale azionario disponibile per l’investimento immobiliare nei mercati EMEA è rimasto invariato, mentre è cresciuto quello del mercato statunitense. Per la precisione si tratta di un aumento pari all’8,2%.

Calano, invece, anche sul mercato americano quelli che sono i rapporti medi “prestito-valore”, che servono per indicare l’importo del credito che gli istituti offrono o sono disposti a offrire in rapporto a quello che è il valore del singolo immobile. Qui, come detto, si nota un calo su tutti i fronti. Nello specifico, i mercati immobiliari EMEA hanno subito un calo di 4 punti percentuali, scendendo al 44%, mentre l’America cala di 3 punti percentuali, scendendo al 54% .

Ecco quello che ci hanno spiegato i ricercatori di Cushman & Wakefield, che stanno analizzando la situazione:

“Dal momento in cui il ciclo immobiliare è entrato in una fase di maturità nei mercati principali, l’attenzione degli investitori si è spostata dalla ricerca di nuovi fondi all’individuazione e alla distribuzione del capitale già destinato al settore. Le banche e gli istituti di credito alternativi hanno assistito a un grande aumento nell’organizzazione dei nuovi debiti tra il 2014 e il 2016, ma questo trend è apparso più moderato nel 2016, contemporaneamente a un rallentamento nei volumi delle transazioni di investimento”.

 

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