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Guadagnare con le bufale online e il servizio delle Iene 2017

Dopo il servizio delle Iene 2017 che ha parlato di bufale online, il web si è diviso e, come accade per qualsiasi argomento di vivo interesse, se ne parla moltissimo. Guadagnare con le bufale online, quindi, è uno degli argomenti più discussi dell’ultimo periodo, soprattutto dopo che si sono accesi i riflettori della stampa e della tv.

Naturalmente, prima di approfondire, si deve sottolineare che è bene distinguere i siti di satira, come Lercio ad esempio, da chi crea delle bufale per guadagnare e per far sì che la gente condivida dei contenuti che, a loro volta, diventano virali.

Cosa dice il servizio delle Iene sul guadagnare con le bufale?

Il servizio delle Iene è stato presentato da Matteo Viviani che ha cominciato a parlare della faccenda tirando in ballo quello che è stato un po’ l’apripista per questa lotta alle fake news. Stiamo parlando, nello specifico, dell’appello #BastaBufale che è stato lanciato dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, spesso vittima di fake news.

La Boldrini ha dichiarato in merito:

Ho lanciato l’appello #bastabufale perché essere informati correttamente è un diritto. Le bufale sono cose che vengono pensate per danneggiare qualcun’altro, per creare paura, confusione.

Proprio alla luce di quanto detto dalla Boldrini, quindi, è stato specificato in che modo nascono le bufale. Per farlo, le Iene hanno interpellato dei nomi molto importanti e noti nel settore: Paolo Attivissimo, che da sempre smaschera innumerevoli bufale online, e David Puente, anche lui cacciatore di bufale. Proprio loro due spiegano che il meccanismo che rende le bufale virali è molto semplice: si cerca di scatenare l’ira, di smuovere l’orgoglio nazionale, di colpire dei punti deboli della nostra società. Se ci si riesce, costruendo una bufala ad hoc, piovono like, condivisioni e commenti di persone che, nella maggior parte dei casi, non ha letto sino in fondo la notizia o non ne ha guardato la fonte e appurato la veridicità.

bufala Guadagnare con le bufale online e il servizio delle Iene 2017

Si tratta, quindi, di truffe vere e proprie che, però, oggi come oggi, rischiano di passare inosservate sul web, andando a fomentare l’odio e l’intolleranza.

Come si riconosce una bufala online?

Questo è un quesito che in molti si pongono, dato che alcune bufale sono confezionate molto bene e, pertanto, possono trarre in inganno.

Ecco, quindi, che si devono seguire pochi e semplici consigli di Paolo Attivissimo. La prima cosa che si deve cercare di fare è trovare un riscontro su Google, per capire se ci sono altre notizie simili. Si deve, inoltre, valutare la fonte: è attendibile o no? Questo aiuta a capire se si tratta di una notizia messa lì per far rabbia e generare delle reazioni o di una notizia vera. Inoltre, si deve sempre leggere la notizia per intero, cercando di individuare tutti gli elementi messi appositamente per trarre in inganno.

Anche i titoli delle bufale sono creati appositamente per ingannare chi legge: si tratta di titoli finalizzati ad attirare l’attenzione, che solitamente richiamano temi di strettissima attualità.

Come guadagnare con le bufale online?

Come suggerito da Paolo Attivissimo, le notizie fake sono finalizzate a un solo scopo: fare guadagnare chi le crea.

Nel momento in cui si clicca su una bufala, si entra in un apposito sito, pieno di banner pubblicitari che generano introiti per chi possiede il sito stesso. Si capisce che, se una notizia fa milioni di visualizzazioni, l’incasso diventa ragguardevole. Bisogna, quindi, fare attenzione a tutti i siti i cui nomi ricordano quelli dei grandi quotidiani nazionali, così come sottolineato anche nel servizio delle Iene.

 

 

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